Per tre giorni intensi, Palazzo Terzano è stato un brulicare di attività, completamente trasformato in un set cinematografico.
Ogni angolo del Palazzo è diventato lo sfondo di scene che hanno dato vita ad aneddoti, racconti e storie di coloro che ne hanno onorato le sale per quattro generazioni.
Questo lungo passato è intimamente legato al potere delle relazioni umane e al primato dei legami personali, una convinzione che, per noi, rimane centrale ancora oggi.
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E’ dall’ora blu che vorremo iniziare. Da quell’ora che precede l’oscurità della notte, dove il colore del cielo consente giochi di luce in grado di creare emozioni che si fissano negli occhi e nella mente di chi osserva. Quel momento così caro ad ogni regista, perché capace di trasmettere sensazioni che, solo in quel brevissimo lasso di tempo, la natura sa regalarci.
E’ in questo velocissimo lasso di tempo che abbiamo girato le scene notturne, con sorvolo del drone sul Centro Storico di Valenza per dare un’immagine suggestiva delle corti del Palazzo illuminate per le grandi occasioni.

(Riprese serali sorvolando il Centro Storico e Palazzo Terzano con il Drone)
Il documentario si apre con una formula di accoglienza per tutti coloro che, vedendo il filmato, saranno ospiti virtuali del Palazzo.
E’ con il “Benvenuti a Palazzo Terzano” che abbiamo dato inizio a questo tour partendo dalla Sala Gialla. Sala che accoglie uno dei pianoforti della collezione della prof.ssa Claudia Terzano, pianista. Strumento del 1860, che affascina ancora oggi per la qualità costruttiva, le modanature e l’intarsio del volto di Beethoven posto al centro del frontale. Ma è nella Sala degli Angeli che, un Roeseler del 1901, ha regalato emozioni che solo pianoforti così antichi sanno ispirare. Sono le note di Beethoven, suonate da Giulio Cirri, che hanno fatto da accompagnamento e sottofondo alle varie riprese che si stavano svolgendo.


(Alcuni momenti delle riprese)
Un passaggio nella Sala Rossa e nella Sala Letteraria ha completato le riprese del piano nobile. Dettagli degli affreschi hanno evidenziato i differenti caratteri di ogni ambiente, caratterizzati da figure, temi e colori differenti. Peculiarità sottolineate da una moderna illuminazione delle volte con possibilità di modulazione della luce per ottenere effetti di diverso impatto visivo. Riprese di dettagli che solo le note dei Compositori Classici potevano arricchire in modo unico e irripetibile.
Sempre accompagnati dalle note di Beethoven, ci siamo portati nella città segreta posta sotto al Palazzo. Una continuità di gallerie poste su differenti livelli, connesse da passaggi e scale segrete. Qui abbiamo raccontato vicende legate al Secondo Conflitto Mondiale, quando, in quelle gallerie, si nascondevano tante persone per condividere la paura e garantirsi differenti vie di uscita nel caso in cui una parte del Palazzo fosse stata colpita dai bombardamenti. Antiche mura che, ancora oggi, sanno raccontare storie di un’umanità che, all’interno di quella città sotterranea, ha condiviso valori di solidarietà e vicinanza.
La veste attuale del Palazzo è stata raccontata dalla dott.ssa Claudia Salciccia. Una veste che accomuna tutte le Dimore Storiche in grado di aprirsi per ospitare eventi, soggiorni e visite guidate in un’ottica di valorizzazione del territorio e condivisione del patrimonio storico. Non a caso, le Dimore Storiche appartenenti alla Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.), sono definite il più grande museo diffuso italiano. Unicità che viene riconosciuta a livello internazionale come patrimonio esclusivo della nostra Italia.
(Un momento di una visita guidata organizzata con un Tour Operator)
Storie vissute di Donne e Uomini. Storie che abbiamo voluto raccontare per rendere omaggio a quelle persone che, in questo antico Palazzo, hanno voluto lasciare un segno che rimarrà impresso per sempre. Valori che, ancora oggi, vengono offerti a coloro che vivono questa realtà. Valori che vengono percepiti e condivisi, anche nel Terzo Millennio.



