“Palazzo Terzano risale al XVII secolo ed è il più antico di Valenza insieme ad altri tre della stessa epoca, ma è l’unico della città entrato a far parte delle Dimore Storiche Italiane. Fra le sue mura e lungo i suoi sotterranei si sono consumate tante storia, alcune delle quali sono giunte fino a noi e che, insieme alla descrizione del Palazzo e delle sue peculiarità, sono raccontate in questo libro, come quelle della famiglia che nel 1935 lo ha acquistato dandogli il nome. Storie di condivisione e di solidarietà in un Palazzo che si è sempre aperto alla città ed oggi più che mai, è teatro di eventi, meeting e manifestazioni, nonché luogo tutto da scoprire.”

E’ con questa descrizione che, Angelo Bottiroli, giornalista, direttore di Oggi Cronaca introduce il lettore alla storia di Palazzo Terzano. Una storia risalente al tardo 1600, quando Valenza si era appena liberata dall’assedio del 1656 da parte degli eserciti di Francia, Savoia e Modena. Proprio in quegli anni il Palazzo venne edificato. Prima considerazione, possiamo immaginarci com’era la vita in quegli anni e, ancora, quale umanità viveva tra queste mura? Quali esperienze, sentimenti e stili di vita contraddistinguevano donne e uomini in quei tempi? Domande alle quali possiamo rispondere osservando i tanti dettagli, architettonici, documentali e pittorici passeggiando tra le sale e le gallerie della città sotterranea delle quali il Palazzo si compone.
Raccontare una storia familiare oggi giunta alla quarta generazione, rappresentata da Giulio Cirri, nipote di Claudia Terzano, non è compito facile. Tante le vicende che hanno scritto le pagine di questi novant’anni di proprietà di Palazzo Terzano, a partire dagli Anni Trenta del Novecento, quando, il Bisnonno di Giulio, Alfonso Terzano, acquistò questa grande proprietà nel cuore della città di Valenza. Per farne la residenza della sua famiglia e l’ufficio di chi, come Alfonso Terzano, era un gioielliere. Alfonso Terzano, Cavaliere di Vittorio Veneto, Maresciallo dell’esercito Italiano con alle spalle due Conflitti Mondiali, sin da quando, nel 1934, vide questo grande palazzo se ne innamorò. Da qual giorno inizia una storia familiare unita indissolubilmente a queste antiche mura.
Nella sua introduzione, Angelo Bottiroli esordisce descrivendo alcune emozioni comuni a tutti i visitatori del Palazzo:
“Entrare in un palazzo nobiliare o in una dimora storica all’interno della quale sono accaduti fatti importanti a livello nazionale o, come per Palazzo Terzano a Valenza, avvenimenti significativi per la storia della città, spesso suscita un certo timore reverenziale e un senso di rispetto per chi, nei secoli scorsi, abitava queste stanze.
Gli affreschi ai soffitti, le scene di caccia dipinte sopra le porte, i colori antichi della tappezzeria, i quadri d’epoca, i camini e tutti gli oggetti che adornano i locali come pergamene, diplomi, medaglie, immagini in bianco e nero e persino le colonne in marmo sul porticato del giardino, trasudano di storie di vita vissuta.
Qui, fra queste mura, sono accaduti episodi unici che verranno illustrati nelle prossime pagine e racconteranno di una Valenza nascosta, spesso sconosciuta alla maggior parte dei suoi abitanti, ma ricca di fascino e generosità.
Questo libro, infatti, non vuole essere un semplice estratto cronologico dell’unica dimora storica presente nella “Città dell’oro”, né raccontare soltanto le sue peculiarità e le sue bellezze, ma qualcosa di molto più profondo. Lo faremo grazie ad alcune storie delle persone che qui hanno vissuto parte della loro vita e qui hanno amato e sofferto.”

Da questa introduzione, pagina dopo pagina, ci si avventura alla scoperta dei tanti segreti che, ancora oggi, Palazzo Terzano custodisce. A partire dalla permanenza di San Giovanni Bosco nel lontano 1863, quando fu ospitato a Palazzo in concomitanza della costruzione della prima Casa Salesiana fuori Torino, in quel di Mirabello M.to.
Il lettore verrà coinvolto in tanti avvenimenti che legano la storia del Palazzo a quella della nascita di tante realtà produttive nel campo della gioielleria. Fabbriche che, all’interno delle corti hanno iniziato, tra le due guerre, i loro primi passi. Partendo dalla richiesta fatta ad Alfonso Terzano di poter avere una stanza in cui poter installare un banco da lavoro con qualche attrezzatura. Così è iniziata la storia di realtà produttive divenute brand di primaria importanza. Bluse blu, zoccole, rumori di trapani, coloriti dialoghi nel dialetto valenzano e forti odori provenienti dalle fusioni. Questi sono i segni distintivi che, ancora oggi, possono essere percepiti quando si raccontano ai visitatori storie di donne e uomini che, in quelle fabbriche, hanno vissuto la maggior parte della loro esistenza.
La veste attuale del Palazzo è impreziosita all’appartenenza alla esclusiva Associazione delle Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.). Quale unica Dimora riconosciuta ufficialmente nella città di Valenza, Palazzo terzano è oggi una location aperta ad ospitare eventi aziendali, istituzionali, privati e, di grande importanza in tema di Responsabilità Sociale, eventi finalizzati ad attività di sostegno alla ricerca e ad attività socialmente rilevanti. Due seicentesche sale meeting sono dedicate ad ospitare attività di formazione, networking, conferenze stampa e presentazione di progetti.


Un libro che si conclude con una visione proiettata al futuro. Futuro rappresentato oggi Giulio Cirri, quarta generazione di famiglia. A lui è dedicato il capitolo che chiude questo lungo viaggio nel tempo e nella storia di Palazzo Terzano. Classe duemila, Giulio rappresenta oggi la generazione di giovani che, con tanto lavoro e impegno, si dedicano a mantenere, gestire e organizzare il futuro delle Dimore Storiche. Responsabile della comunicazione social e, come definito in un recente articolo “Capo mastro di Palazzo Terzano“, è oggi un attento organizzatore di ogni evento che nel palazzo viene ospitato. Dalla preparazione e relazioni con i partner, sino all’accoglienza e gestione degli ospiti durante l’avvenimento. Un’energia insostituibile, una passione unica!
Lasciamo ad ogni lettore la curiosità di scoprire le tante storia che abbiamo raccontato. Storie che hanno sempre come comune denominatore sentimenti di accoglienza e condivisione, dove i valori umani sono, ancora oggi, al centro di oggi relazione che, tra queste antiche mura continuiamo a raccontare, anche nel terzo millennio.

“Ad Alfonso e Maria Terzano, Giulio e Claudia Cirri”



