Il Palazzo
È nel cuore della città di Valenza che sorge Palazzo Terzano.
L’estensione abbraccia le tre vie da cui è sorta la città: Via Carducci, Via IX Febbraio e Via S. Massimo. Vie che, ancora oggi raccontano tante storie. A partire da quelle che hanno visto la nascita delle più importanti fabbriche di oreficeria poi diventate note in tutto il mondo. Antichi cortili che custodiscono il vissuto di quei Maestri orafi che hanno saputo creare gioielli ineguagliabili per bellezza e valore. Nei cortili di Palazzo Terzano queste storie vengono raccontate ancora oggi e verranno raccontate ancora per molti anni.
Residenza storica settecentesca appartenuta ad una famiglia nobile genovese, venne acquistata da Alfonso Terzano, gioielliere, nei primi anni del ‘900. Il nucleo familiare era allora composto dalla moglie Maria Ceva e dalla figlia Claudia nata nel 1928. Una lunga storia familiare oggi arrivata alla quarta generazione rappresentata da Giulio Cirri. Una storia che ha intimamente legato a questa struttura ogni componente delle famiglie Terzano e Cirri divenendo il fulcro di ogni altra attività professionale.
Oggi, il piano nobile del palazzo è sede dello Studio Cirri, punto di riferimento territoriale della Federazioni Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI).
Palazzo Terzano viene considerato il luogo privato più rappresentativo della città dell’oro, dove attualità e storia convivono generando emozioni uniche.
Il palazzo è stato restaurato a partire dall’anno 2003. Essendo un immobile soggetto alla normativa inerente alle strutture vincolate a carattere storico, i lavori sono durati più di due anni. Il ripristino delle decorazioni pittoriche sulle facciate ha richiesto l’intervento di esperti del restauro, determinando un risultato di grande impatto.
L’inaugurazione è avvenuta nel 2005 ed è stata salutata come un recupero in grado di riqualificare il Centro storico di Valenza. Ogni evento viene gestito dai proprietari in un’ottica di piena accoglienza e condivisione.
La Storia
secoli e vite
Il catasto settecentesco, detto catasto antico, suddivideva la città di Valenza in tre zone. Palazzo Terzano era collocato in Sorte Monasso. Antistante al Palazzo sorgeva il Convento dei Frati Cappuccini che, all’angolo tra le attuali via Carducci e via IX Febbraio, presentava una piccola piazza. Non è difficile immaginare, in quella piccola piazzetta, un luogo di aggregazione, di ritrovo, di socialità, per gli abitanti di sorte Monasso.
La presenza del convento era motivo di un ulteriore richiamo per la parte di popolazione che si appoggiava al conforto e all’ospitalità dei Frati Cappuccini. Ben nota, infatti, la loro fedeltà alla regola francescana di una “santità” costruita e vissuta nel quotidiano. Ricchezza di spirito e umanità. Ecco i valori fondanti che, inequivocabilmente, venivano offerti alla popolazione in quell’angolo della città di Valenza.
Ancora oggi la Torre Civica e il fabbricato del convento caratterizzano questa parte di città.
Luogo di rifugio e di cultura
durante la guerra
Tante le storie che hanno caratterizzato il palazzo, soprattutto durante il secondo Conflitto Mondiale. Allora i bombardamenti venivano concentrati sul vicino “Ponte di ferro” che collega il Piemonte alla Lombardia.
Le cantine del palazzo, che compongono una piccola città al di sotto della struttura principale, venivano usate come rifugio dalle tante famiglie del circondario che chiedevano asilo, per avere protezione e calore umano.
È così che Alfonso Terzano, con la sua Maria e la adolescente Claudia avevano pensato di attrezzare le cantine con qualche armadio che conteneva coperte e generi di conforto. Le tante uscite, delle quali alcune segrete, consentivano, in caso di crollo di una parte del palazzo, di poter fuggire utilizzando una delle altre vie d’uscita.
Accoglienza e condivisione, ecco i valori umani che venivano offerti. Allora, come oggi.
Scrittori, prelati, comandanti e musicisti: luogo di cultura, incontri e storia
L’aspetto culturale veniva espresso con l’organizzazione dei piccoli concerti che si tenevano nella sala rossa del piano nobile.
È qui che personaggi come scrittori, prelati, comandanti di sommergibili e musicisti si ritrovavano per metabolizzare le vicende del conflitto in atto. Concerti che, grazie al diploma di Conservatorio di Claudia Terzano, si sono ripetuti per molti anni anche dopo la fine della guerra divenendo una consuetudine ed un punto di riferimento.
Una consuetudine che ha legato indissolubilmente questa residenza alla cultura e alla musica.
E come avviene in ogni residenza storica, ogni ambiente è in grado di creare una sinergia che, sotto volte affrescate e portali dipinti, diviene un potente veicolo per creare emozioni. Che verranno ricordate a lungo.
